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Laboratiorio di Ispirazione, Riflessione e Nuove Tendenze

Archive for gennaio 2009

12 Lezioni che Abbiamo Imparato dalla Strategia Marketing e Comunicazione di Barack Obama

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12 Lezioni che Abbiamo Imparato dalla Strategia Marketing e Comunicazione di Barack Obama

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Written by Daniel Casarin

gennaio 30, 2009 at 7:56 am

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Il Futuro del Turismo

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Human Experience come Metodo

Senza risalire troppo lontano nel tempo, basta pensare al fenomeno del “Grand Tour”, a quella sorta di viaggio iniziatico che i giovani della nobiltà europea hanno compiuto per un paio di secoli in Italia e in Grecia. Oppure riaprire le passeggiate romane o un altro libro di Stendhal, il primo scrittore della modernità che si applica alla rappresentazione del fatto turistico come evento sentimentale caratterizzato da una emozionalità che non è più regolabile sui parametri dell’ammirazione classico-retorica. L’Italia è anche questo: una meta d’elezione per la scoperta di se stessi e delle proprie radici, un traguardo attraversabile in mille luoghi, che apre la mente a sensazioni diverse tutte da gustare e assaporare.

L’obiettivo può essere un quadro, una piazza, una chiesa o solo un panorama: non conta il pretesto della partenza; pesa il risultato conseguito. ecco allora che si propone uno scenario nuovo di applicazione del design: costruire la relazione tra le tribù dei viaggiatori contemporanei e il nostro patrimonio culturale.

Come ha scritto Salvatore Settis: “il nostro bene culturale più prezioso è il contesto, il continuum fra i monumenti, le città, i cittadini; e del contesto fanno parte integrante non solo musei e monumenti, ma anche la cultura della conservazione che li ha fatti arrivare fino a noi”. E il territorio possiede anche uno straordinario meccanismo di protezione intellettuale, che ne impedisce la copia: esso dà ai suoi prodotti una connotazione storica, una differenza specifica, la consapevolezza che essi non possano essere facilmente imitati dall’esterno. si può Quindi riorientare il design dai prodotti del made in italy alla dimensione dell’experienced-in-italy ed è quanto stanno facendo i progettisti più avvertiti, che concepiscono la valorizzazione del bene culturale non come un’entità fine a se stessa, ma come un attrattore di flussi turistici su uno specifico territorio con la costruzione di un’offerta integrata (culturale, turistica, enogastronomica, di artigianato). Essenziale da questo punto di vista è la comprensione del turista e del suo “viaggiare”: l’importanza della preparazione del viaggio turistico come metafora di un viaggio interiore dove si vogliono scoprire certamente nuovi luoghi ma contemporaneamente si vuole capire qualcosa di più di noi stessi, i meccanismi psicologici profondi legati al viaggiare. un concetto operativo particolarmente utile è la cosiddetta “esperienza lunga” del turista.

L’importante non è solo il visitare un luogo, ma anche (e talvolta soprattutto) la preparazione del viaggio e, successivamente, il prolungamento del suo ricordo e la sua condivisione con altri. Questa prospettiva allarga l’ambito dell’esperienza turistica, sottolineando per esempio l’importanza di Internet sia nell’acquisire informazioni e fare simulazioni di viaggio, sia nello scambiare esperienze e pubblicare gli album di viaggio. Uno dei temi chiave del prossimo futuro sarà quindi progettare l’esperienza complessiva del turista. L’esplosione delle nuove tecnologie digitali, poi, apre straordinari spazi alla fruizione del patrimonio culturale che però vengono puntualmente disattesi, spesso da una eccessiva attenzione alla dimensione puramente tecnologica e più in generale da un desiderio di rendere disponibili solo prestazioni “stupefacenti”. È invece necessario entrare nella dimensione profonda dell’esperienza turistica e – solo una volta comprese le sue dinamiche e i processi che la generano e l’amplificano – si possono progettare i necessari strumenti e contenuti digitali.

Human Experience come Obiettivo

Un obiettivo è infatti quello di creare un approccio di progetto che produca risultati – siano essi piattaforme tecnologiche, strategie di marketing o politiche strutturali – che possano essere facilmente replicati, opportunamente ritarati sulle specificità dei luoghi – in ogni altra città d’arte o altro sito di cui sia percepito il valore turistico/culturale – per costruire, sviluppare e disseminare un vero e proprio “approccio italiano” al rilancio ed allo sviluppo del turismo culturale tramite le nuove
frontiere aperte dall’innovazione.

La narrazione emozionale: i circuiti personalizzati e sicuramente turistico efficace suggerisce oggi circuiti più che singoli luoghi da visitare. Innanzitutto il circuito è “spostamento” ed è quindi molto più connaturato al senso del viaggiare. Inoltre crea una narrazione coerente ed avvincente che lega fra loro diversi luoghi rendendoli tutti “indispensabili”. Infine – se ben progettato – un circuito difficilmente può essere visto in una volta sola ed è quindi occasione di ritorno. i circuiti possono essere dei più vari: oltre a quelli canonici, ve ne sono di moltissime tipologie, potremmo dire per tutti i gusti. Vi sono per esempio quelli letterari, per ripercorrere i luoghi dove si sono mossi i protagonisti delle grandi opere (ad esempio la Divina Commedia); di interesse crescente sono i cosiddetti circuiti della memoria, luoghi dove si celebrano morti e sepolture (necropoli archeologiche, catacombe, tombe dei re, cimiteri monumentali, cimiteri “cult” – come quello di Père-Lachaise a Parigi, meta di veri e propri pellegrinaggi –, cimiteri di guerra, case-museo di personaggi illustri). Ve ne sono anche di più “leggeri” e curiosi. Ad esempio “I fari degli Stevenson”, circuito che collega i circa 90 fari costruiti dagli Stevenson in Scozia. oppure i circuiti del mistero, che includono luoghi veri o fantastici che solleticano l’immaginazione collettiva (nel caso italiano della Rocca di San Leo – prigione di Cagliostro – la Crypta del peccato originale a Gravina di Picciano, la Cappella di Montesiepi a San Galgano con la spada nella roccia, la Cappella di San Severo a Napoli che contiene gruppi scultorei che tracciano il preciso itinerario che l’iniziato massone deve seguire per giungere alla conoscenza della verità).

L’efficacia turistica legata al misterioso è stata ampiamente dimostrata dal successo del libro e poi film Il codice da Vinci. “La tecnologia QuickTime VR è in grado di trasformare una immagine fotografica a due dimensioni in un’esperienza immersiva di forte impatto. Attraverso una particolare elaborazione dell’immagine QuickTime VR permette all’utente di visualizzare ambienti e panorami a 360° e di percorrere itinerari virtuali utilizzando un semplice pc e un mouse”.

Written by Daniel Casarin

gennaio 9, 2009 at 5:59 pm

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Il Futuro Estetico

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Pluriversus transformactio

L’estetica – nella sua espressione multiforme e nelle sue dinamiche evolutive – riapre i giochi e ci consegna un mondo da ripensare, da ricreare, da ridisegnare. Un mondo in permanente trasformazione in cui il verso è multiplo. In questo percorso il design thinking è quanto di più vicino ci sia all’esperienza rinascimentale di incrocio tra arte, spirito e tecnologia, di cui le invenzioni di Leonardo rimangono l’esempio più elevato.

  • Le aziende devono adottare il design thinking in molti dei propri processi. Il consumatore già lo fa.
  • I designer devono adottare fonti multiple di ispirazione.
  • L’arte e la tecnologia devono essere considerati in modo equidistante come il nutrimento del design.
  • L’esperienza dei consumatori si definisce all’insegna della trasformazione estetica.

Perceptione virtuosa

Il tema della percezione è ormai chiaramente diventato il più sensibile nello scenario attuale, sia in termini estetici che di qualità percepita. La percezione riguarda i processi, i materiali, i dettagli, e quindi i nuovi criteri di valutazione dell’esperienza, riconoscendo quel virtuosismo creativo che nel Rinascimento affiancava le virtù cristiane, esprimendosi nella creatività di un Michelangelo o di un Raffaello.

  • La percezione è lo stato d’animo virtuoso creano nuove condizioni estetiche.
  • Emerge una logica di percezione estetica del prodotto/servizio e del brand, che acquisisce una dimensione storica.
  • La matericità dell’oggetto diventa un criterio di valutazione assoluta della sua qualità.
  • La percezione dello stile considera la parte e il tutto, il dettaglio e la sostanza, in una logica integrata.

Multiplayer Renaissance

Il Rinascimento ha costruito la sua straordinaria unicità sulla capacità di giocare la propria intelligenza condivisa su diversi livelli e con protagonisti eccellenti diversi e plurali impegnati nell’atto della creazione. La rete può assumere oggi un ruolo simile a quello della bottega rinascimentale, creando le condizioni di confronto e condivisione che in passato esisteva nell’esperienza progettuale: per questo qualcuno parla di Rinascimento 2.0.

  • La produzione estetica si inserisce nel gioco di specchi del consumo.
  • Il vissuto estetico della rete si avvicina a quello della bottega rinascimentale.
  • I linguaggi virtuali e i codici estetici tangibili si mescolano permettendo esperienze innovative.
  • La logica della condivisione trasforma l’estetica di un processo progressivo di costruzione dello stile.

Memoriae visionariae

La capacità di memoria (umana e tecnologica), e la vocazione visionaria (personale e collettiva), costituiscono le due direzioni di sviluppo per le estetiche avanzate, e diventano decisive quando si misurano l’una con l’altra. Il Teatro della Memoria di Pico della Mirandola e l’Utopia di Tommaso Moro costituiscono ancora oggi punti di riferimento imprescindibili, nell’affrontare questa dinamica di sviluppo.

  • La capacità di memoria si estetizza, traducendosi in immaginazione visionaria.
  • Consumatori, manager e designer si incontrano su una nuova gestione della memoria creativa.
  • I processi estetici si misurano su una scala temporale che dal passato si proietta nel futuro.
  • L’innovazione viene oggi tarata seguendo la strada della visione raggiungibile nel presente.

Emotion soutenible

La sostenibilità costituisce oggi il tema di riflessione e sviluppo che maggiormente stimola investimenti economici e psichici. La Silicon Valley si è trasformata in un luogo in cui il Terzo Rinascimento viene guidato dalle qualità ambientali e dalle innovazioni ad esso rivolte. La chiave vincente risulta quella della sostenibilità vissuta in termini emozionali e non ideologici.

  • Lo standard qualitativo del mondo che ci circonda si fonda sul nuovo concetto di emozione sostenibile.
  • La produzione estetica si intreccia profondamente con i temi etici, diventando espressione della sostenibilità.
  • La correttezza dei processi e il carattere dei prodotti contribuiscono al pieno successo del progetto.
  • L’ecologia orienta un modo di vivere e non più sol un modo di pensare, definendo la nuova creatività progettuale.

Creatividad publica

Il trasferimento creativo e progettuale dalla dimensione privata alla vita pubblica, costituisce un passaggio strategico fondamentale per comprendere l’evoluzione etica ed estetica oggi in atto nelle società più avanzate. Per questo motivo l’architettura si conferma l’arte che dal Rinascimento torna oggi ad essere il luogo decisivo dell’innovazione, plasmando un nuovo modello di sviluppo che parte con Brunelleschi e Palladio.

  • La qualità privata dell’ambiente si trasferisce nei luoghi pubblici che da non-luoghi si trasformano in super-luoghi.
  • L’estetica del bello si trasforma in etica del giusto.
  • L’architettura diventa la disciplina che governa la vita quotidiana partendo dalle nuove città.
  • Arte, architettura e design convergono nel nucleo fondativo del terzo rinascimento.

Body sense

Il corpo e la bellezza tornano a cercare riferimenti nella propria rinnovata ricerca della “sezione aura”, come ne La Divina Proportione di Luca Pacioli. Il corpo è la nuova religione, mentre bellezza e salute rappresentano la Salvezza. Su questi presupposti verrà costruita il nuovo senso della vita, ridefinendo valori e comportamenti.

  • Il senso del corpo costituisce oggi il parametro-base su cui il consumatore decide il proprio destino estetico.
  • L’incontro tra comfort, gusto e salute costituisce il punto di equilibrio dei prodotti di successo, che riescono a conciliare forma e funzione.
  • L’estetica, nella sua capacità di “sentire”, deve produrre lo stile accompagnando la sensorialità e la felicità quotidiana.
  • La nuova concezione della bellezza si incarna in progetti che vengono vissuti come baluardi per sconfiggere l’ansia e la paura di vivere.

Written by Daniel Casarin

gennaio 9, 2009 at 11:47 am

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Fenomenologia di Visioni Prossime/Venture

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[Innovazione/Tecnologie]

In questa sezione troveremo gli speech più visionari che guardano alla tecnologia come strumento per cambiare la vita delle persone. Non a caso “semplicità” è una delle parole più abusate.

Semplicità

Interfaccia
Design
Simulazione
Virtuale

Mobilità
Servizi

Metodo
Interazione
Cyborg
User Centric

[Relazione/Community]

Il quarto tema infine  è relazione/community e concentra lo sguardo sulle persone e sull’evoluzione delle loro relazioni anche attraverso il web.

Internet
Ecosistema
Economia dell’equilibrio
Gente
Rete
Sostenibilità

Big Bang
Riadattamento

Innovazione Partecipata
Intelligenza Collettiva

[Conoscenza/Esperienza]

Il Sapere. Come si narra la conoscenza? Qui dentro troverete le visioni del futuro che mettono al centro l’intreccio, lo storytelling, il modo in cui scegliamo di rappresentare l’avvenire.

Bio-internet
Standardizzazione
Digitalizzazione
Processi
Interoperatività
Attenzione
Immigrazione
Casting
Spiritualità
Regressione

Coesistenza
Periferia
Demografia
Resilienza

[Identità/Valori]

L’Uomo. Il tema identità/Valori riassume le parole che esaltano quanto di più interiore e vitale contraddistingue la condizione umana. Proprio per questo non deve stupire che figli o amore siano parole che avranno conseguenze nel futuro.

Amare
Solidale

Figli
Sogno
Ironia
Trasgressione

Umiltà
Coraggio
Etica
Sofferenza

Written by Daniel Casarin

gennaio 9, 2009 at 11:38 am

Pubblicato su Trend

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Epigenetica del Design

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L’Innovazione come processo continuato

Disegnare il codice genetico: produrre valore con strumenti infiniti

Il design produce valore progettuale, e quindi innovazione,se si costituisce come un attività a monte del design stesso, se introduce categorie e logiche che il design normalmente non considera ed applica, se riesce a manipolare qualità pure e astratte, prima che prendano la forma in cui siamo abituati a riconoscerle: esprimere il DNA della materia e degli oggetti, materializzare nuovi contesti e valori, dare senso a processi di conseguenza riconoscibili e comunicabili. Relegare il concetto di “design strategico” al raggiungimento di un semplice obiettivo di mercato, ci pare alquanto limitativo: ancor più se si valuta la complessità e la vastità degli strumenti, delle tecniche e delle metodologie di cui il design dispone e necessita oggi, e che sono inevitabilmente parte espressiva e non neutrale del processo stesso.

Non risulta infatti possibile descrivere metodologie o costringere gli “strumenti strategici” dentro un numero finito, come una volta accadeva per le discipline del progetto (Visual design, Product design, Interaction design) essendo semmai strategico l’uso che si fa dello strumento e non tanto lo strumento in sé: l’efficacia nell’uso dello strumento è inoltre in relazione al contesto specifico, e quindi diventa difficile stabilire regole e modelli a propri. Semmai contano la sensibilità e il know why. Si tratta quindi, come sosteneva Michael Foucault, di lavorare molto sulla propria “cassetta degli attrezzi” e di arricchirsi continuamente di nuovi utensili, imparando ad usare quelli già noti in modo sempre diverso, e quindi sempre più preciso.

Molti degli strumenti, essendo parti attive e caratterizzanti del processo, sono da inventarsi di volta in volta, prendendo in prestito da discipline artistiche e scientifiche ed importando dentro la nostra visione saperi di altri mondi. In un processo strategico la narrazione e la riscrittura, il transfert se volete, hanno un valore assoluto, come le parole stesse: una strategia é la gestione di un sistema aperto, fatto di interazione attiva tra “ascolto” attento, pratiche di notazione e scelte esperienziali, che lasciano poi tracce profonde, anche se apparentemente invisibili, dando al progetto sensibilità e umanità, vita.

UNICITA’: INVENZIONE/RAFFORZAMENTO DEL GENOTIPO

Il progetto è mirato alla definizione o al rafforzamento dell’identità dell’azienda, ovvero alla ricerca degli attributi specifici e unici (genotipici) della marca, alla loro espressione e valorizzazione massima rispetto ad eventuali competitors.

COERENZA: DIREZIONE ARTISTICA TOTALE

Il progetto unisce e coordina in maniera diretta ed altamente integrata aspetti relativi all’identità aziendale, garantendo una orchestrazione univoca e coerente di comunicazione, prodotto e servizio.

MEMORABILITA’: EVENTI UNICI ED IRREPITIBILI

Il progetto crea e gestisce una situazione specifica e mirata, unica ed irripetibile, che manifesti ed interpreti in maniera originale ed esclusiva, quanto puntuale e memorabile, le caratteristiche ed i valori dell’azienda.

VISIONE: STRUTTURARE IL NUOVO

Il progetto sostiene e orienta i processi d’ innovazione dell’azienda, visualizzando e individuando nuove aree applicative di prodotto o servizio, attraverso la creazione di alleanze e piattaforme per spingere il nuovo su scale temporali a medio e lungo termine.

Written by Daniel Casarin

gennaio 8, 2009 at 6:43 pm

Pubblicato su Strategie

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