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Blue Thinking

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Blue Thinking! È la prossima generazione delle strategie messe in atto da brands che intendono abbracciare la sostenibilità come strategia di business e driver per l’innovazione. Il Blue Thinking non è un nuovo metodo di vendita e commercializzazione, non riguarda l’innovazione di un prodotto, non un cambiamento nella catena di approvvigionamento (ma molti), e non è un concetto disconnesso che dovrebbe essere applicato alle imprese a causa del cambiamento climatico. Blue Thinking significa innovazione della trasformazione.

La locuzione “Blue innovation” è stata coniato da Bob Isherwood, ex Creative Director per Saatch & Saatchi Worldwide, che ha presentato al Sustainable Brands International (SBI) il suo pensiero traducendo l’onere della responsabilità ambientale in un “oceano blu di nuove opportunità” e di fare della sostenibilità un concetto “irresistibile” per gli individui. In questi tempi di crisi economica e di collasso di industrie che hanno ampiamente oltrepassato i limiti di crescita e di pianificazione a breve termine, sembra che si sia creato un dibattito in questi ultimi 2 anni, come un’ossessione al diventare sostenibile per i grandi brands e le grandi aziende. La nuova ondata di sostenibilità infatti è strategica e l’opportunità deve essere guidata. Si tratta di una risposta delle imprese ai cambiamenti economici e di contesto mondiale . È anche una reazione contro l’inerzia e la negatività ambientale; si tratta infatti di celebrare invece l’ispirazione e la forza dei brands di “accendere il potere delle emozioni” spiega Isherwood, “guidando l’innovazione”.

Il Blue Thinking non si ferma solo perché i bilanci sono sempre più ristretti. Ma il contrario: il Blue Thinking viene incorporato nella pianificazione strategica a lungo termine ed ora più che mai in questi tempi di trasformazione. Tutti i Blue Thinker condividono una particolare qualità: essi sono stati spinti emotivamente così come razionalmente dal contesto quotidiano del nostro pianeta, ad un contesto che utilizzi la trasformare nelle loro attività guidando una forma innovazione. Ray Anderson è un grande esempio, parla con passione su questo spostamento emotivo in grado di avviare le imprese ad una trasformazione. In questo contesto si può parlare di intelligenza ecologica e di media come AskNature.org. La storia di Ray Anderson con Interface è ampiamente descritta e la sua compagnia resta una delle leader mondiali nella sostenibilità come esempio di come applicare una strategia alimentata dalla risposta alle questioni ambientali. Il Blue Thinking può essere descritto come “autentica sostenibilità”.

Un altro importante attributo comune all’emergente Blue Thinking riguarda il suo forte legame alla strategia di marca. I Blue Thinker scavano in profondità nel cuore dell’organizzazione, il loro ruolo attuale e la posizione nel mondo, le loro competenze di base e il capitale umano, di forma e puntano a definire strategicamente la loro intenzione e il ruolo in un mondo sostenibile allineandolo con il core brand.

Written by Daniel Casarin

marzo 17, 2009 a 5:06 am

Pubblicato su Strategie

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